Carmen Boccu

Artista

Presentazione

PER CARMEN BOCCU di Bianca Tosatti

Il disinteresse di Carmen Boccu nei confronti delle esperienze comuni è pacato di consapevolezza serena e lucida come un’armatura.

Si tratta infatti di difendersi dall’insopprimibile insolenza della banalità, che ha ridotto la complessità dell’esistenza a rozzo schema di stereotipi.

Ma l’arte va oltre e viene da oltre: non rinnega del logos la potenza di annientamento del particolare nel fiero sigillo dell’astrazione, ma può anche compiacersi dell’accumulo dei detriti che è in ogni esperienza.

E, piuttosto che gli stereotipi, il lavoro di Carmen Boccu punta a sollecitare gli archetipi attivandone la fertilità: contro l’indolenza dell’anima ogni dettaglio, ogni frammento di vissuto, condensa vaste porzioni di spiritualità.

L’arte è talvolta il piacere delle cose assenti, che sbiadisce i margini della coscienza dilagando nell’illimitato.

Carmen Boccu pratica il suo lavoro artistico con sistematicità e leggerezza, così come si respira: questa condizione, notoriamente difficile da raggiungere, va costruita e mantenuta con continuità di studi seri e impegnativi a cui Carmen Boccu si dedica da anni.

L’ignoranza è in agguato, pronta con i suoi strumenti di normalizzazione (pondus, mensura, numerus) a codificare e a giustificare il mondo nei limiti temporali e spaziali della nostra cultura occidentale: altrove viene chiamata “avidya” e la si considera un vincolo da sciogliere.

Carmen Boccu guarda altrove.